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Livio Labor 1919 - 1999.
Dirigente aclista dinamico e dalle idee innovatrici. A Milano fondò e diresse l'ENAIP,
l'ente di formazione professionale dei lavoratori. Entrò nella Presidenza Nazionale dapprima come consigliere e poi come vicepresidente.
Attorno a lui si radunò un'intera corrente di pensiero (e di pressione) all'interno dell'associazione.
Il gruppo laboriano puntava ad una presenza più dinamica delle ACLI nel dibattito sociale e politico, puntando all' autonomia del movimento e facendosi sostenitore
del centrosinistra come modello politico riformista.
Gli otto anni della sua presidenza furono segnati da un decisivo dinamismo che si manifestò maggiormente nel campo
sindacale dove si auspicò una possibile unità dopo anni di polemiche.
La critica delle ACLI alla sociètà moderna divenne sempre più incalzante e nei convegni estivi del '70 a Vallombrosa maturò la scelta di sciogliere ogni legame collaterale con la DC (Democrazia Cristiana) e di sposare l' "ipotesi socialista" come superamento completo del capitalismo.
Poco dopo Labor si dimise da ogni incarico nelle ACLI dedicandosi, a tempo pieno, alla politica prima nel MPL (Movimento politico dei lavoratori), da lui fondato, e in seguito nel PSI (Partito Socialista Italiano); eletto senatore nel '76.
Negli ultimi anni della sua vita, si dedicò alla formazione e alla tutela dei diritti degli anziani.
Per Labor vale la pena citare una frase pronunciata da un vescovo che con lui aveva collaborato e polemizzato negli anni aclisti:
"Livio Labor in Gesù Cristo ci credeva davvero".
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