|
Vallombrosa '70: opposizione nelle ACLI.
L'alba del '68 si distende sull'inquietudine, sui nuovi fermenti di
pace, di libertà e di giustizia che solcano il volto dell'Italia e del mondo intero.
I cattolici ne sono investiti in pieno. Le strutture tradizionali sono scosse, discusse, contestate.
Nelle ACLI si manifestava più forte l'opposizione alla DC (Democrazia Cristiana).
Molti giovani cattolici presero parte alla contestazione operaia e studentesca, e se numerosi fra di essi entrarono
nelle organizzazioni di sinistra, coloro che rimasero in quelle tradizionali dichiararono apertamente la voglia di battersi
per il superamento del capitalismo e dell'egemonia democristiana.
Tanto stupore provocò la candidatura, nelle file del PCI (Partito Comunista Italiano), di Gian Mario Albani, segretario regionale delle ACLI di Lombardia.
Verrà eletto senatore nel 1968.
Le ACLI già da tempo avevano maturato la scelta di autonomia politica e sociale che culminò con il famoso convegno estivo di Vallombrosa
nel '70, durante il quale l'allora presidente Emilio Gabaglio formulò la famosa ipotesi socialista, considerata compatibile con
l'ispirazione cristiana del movimento.
Da qui il ritiro del consenso da parte della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e la successiva critica del Papa Paolo VI che misero addirittura in dubbio l'esistenza stessa dell'associazione.
L'esperimento più significativo in quegli anni fu quello dei "Cristiani per il Socialismo", un movimento a carattere politico-culturale fondato nei primi anni '70 da personalità provenienti da militanze ecclesiali
di natura diversa, con una significativa presenza di aclisti (Passuello, Gherardi, Giacomantonio, Jervolino ...).
|